Il pavimento in parquet per l’ingresso

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Il pavimento in legno è adatto nell’entrata, perché è resistente, si pulisce facilmente e supporta molti passaggi

Il legno è senza ombra di dubbio una delle materie prime più affascinanti, nonché tra le più utilizzate, per rivestire il pavimento di casa propria.

A seconda delle tipologie e dei formati esistenti si distingue tra parquet tradizionale (che può avere varie dimensioni: a listoni con incastro a maschio-femmina, a listoncino o ancora più piccole), parquet prelevigato (che implica sempre l’incastro maschio-femmina ma prevede una lavorazione precedente alla fase di posa con calibratura e levigatura sui fianchi) e parquet prefinito (che esattamente come il precedente è costituito da più strati di legno che però arrivano alla fase di montaggio anche già verniciati).

Esistono infine pavimenti in laminato che somigliano al parquet, poiché si presentano anch’essi in doghe con incastro maschio-femmina e riproducono le venature e le fattezze del legno, ma hanno un costo nettamente inferiore ed una resistenza molto superiore.

Il parquet è un materiale “vivo”, una volta posato (indipendentemente dalla modalità scelta per la realizzazione) è sempre possibile che si espanda o si ritiri a causa delle variazioni d’umidità, ma il suo fascino aumenta con la passare del tempo poiché con l’utilizzo e l’esposizione alla luce subisce naturali ed armoniosi mutamenti cromatici (che risultano essere più evidenti quando si tratta di essenze tropicali) che lo rendono unico.

Se i pavimenti in legno di una volta erano piuttosto delicati e creavano non poche difficoltà di manutenzione, poiché era necessario periodicamente raschiarli con una paglia di ferro sottile, lavarli con acquaragia, cerarli ed infine lucidarli, oggi, grazie all’impiego di moderne vernici trasparenti, è possibile avere un pavimento  sempre in perfetto ordine con la minima fatica.

Per pulire il pavimento in parquet basta uno straccio umido, motivo per cui si adattano alla perfezione ad ogni ambiente abitativo e non solo.

Grazie alla ridotta capacità termica, i pavimenti in legno risultano essere piacevolmente caldi d’inverno e freschi d’estate, trasmettendo una naturale sensazione di comfort; inoltre hanno buone proprietà di isolamento acustico ed impagabili prerogative estetiche che lo rendono un tipo di pavimentazione insostituibile anche se l’effetto finale dipende sempre da molti fattori.

Esistono infatti svariate tipologie di essenze, ricavate da legni provenienti da ogni parte del mondo, per lequali è possibile optare.

Essenzialmente si distingue tra cinque differenti categorie di essenze: chiare (come il rovere e l’acero), rosate (come il ciliegio, il faggio e l’olivo), rosse (come l’cero canadese), brune (come l’afrormosia, il teak e l’iroko) o scure (come il wenge ed il panga panga).

A seconda dell’effetto estetico che si vuole ottenere e dell’uso a cui il parquet verrà destinato si sceglierà tra le varie tipologie, le diverse essenze, gli svariati formati e le innumerevoli finiture superficiali disponibili, riuscendo ad incontrare il gusto di tutti e abbinandosi splendidamente sia ad arredamenti di tipo classico che moderno.

È fondamentale sapere che esistono legni forti (o duri) capaci di resistere maggiormente all’usura, quali in primis la quercia (rovere), ma anche il castagno, il faggio, il noce e il larice e legnami dolci, come il pino, l’abete, il pioppo, l’ontano, la betulla e il platano, più indicati per pavimenti di tipo rustico.

Ci sono poi particolari essenze come il teak e l’iroko che avendo proprietà impermeabili rendono adatto il loro impiego in ogni ambiente, persino in bagno e in cucina.

Per l’ingresso dunque sarà meglio optare per legni duri o di media durezza dalle tonalità calde come il rovere o il ciliegio; nel caso di ambienti arredati in stile molto moderno o con oggetti di design la scelta ricadrà su essenze più particolari come il wengè, il teak o l’iroko.

Immagini tratta da www.riale.it e www.ottavioghezzi.it

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