Pietra arenaria

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Il pavimento in pietra arenaria: pregi e difetti, effetto estetico, abbinamenti, manutenzione, pulizia e posa.

Il pavimento in pietra arenaria: pregi e difetti, effetto estetico, abbinamenti, manutenzione, pulizia e posa

La pietra arenaria, o arenite, è un materiale lapideo di origine sedimentaria composto essenzialmente da granuli fini delle dimensioni di una sabbia che, a seconda dell’area di provenienza, sono caratterizzati da composizioni differenti e sono legati tra di loro da una matrice che, una volta cristallizzata, viene comunemente definita cemento (in realtà si tratta di carbonato di calcio, silice o ossido di ferro).

Trattandosi di una pietra abbastanza comune ed allo stesso tempo facilmente lavorabile e di bell’aspetto, l’arenaria fin dai tempi antichi ha trovato vasto impiego nell’edilizia, non solo come materiale per le pavimentazioni ed i rivestimenti ma proprio come materiale da costruzione.

Vi sono ad esempio diversi monumenti di epoca romana realizzati in arenaria ed esistono tutt’oggi alcune città costruite quasi interamente in arenaria, come ad esempio Alghero, in Sardegna, dove non solo gli edifici ma anche le mura sono tutti stati eretti in arenaria gialla, dato che le coste di questa regione sono ricchissime di questo materiale.

La pietra arenaria si distingue principalmente in due tipologie a seconda delle località in cui viene estratta e della colorazione che assume, ovvero in arenaria gialla e arenaria grigia (altrimenti detta pietra serena).

Mentre l’arenaria gialla ha una grana da fine a molto fine in cui gli interstizi tra i granuli sono solo parzialmente occupati dal cemento per cui risulta essere una pietra particolarmente porosa; l’arenaria grigia ha una grana da fine a media ed è priva di micro fessurazioni e cavità, poiché gli interstizi tra i granuli sono completamente riempiti dal cemento, risultando dunque una pietra compatta, pesante, non geliva e poco porosa particolarmente adatta per uso esterno.

pietra arenaria pavimento

Proprio per le sue caratteristiche tecniche la più classica ed utilizzata tra le pietre arenarie è dunque la Pietra Serena: tipica dell’architettura toscana, viene estratta prevalentemente nelle colline fra Firenze e Bologna e da sempre viene utilizzata, solitamente levigata, per le costruzioni di case, palazzi, marciapiedi ed altre opere.

 

Da queste pietre naturali si ottengono lastre in diverso spessore, solitamente  il classico spessore delle lastre utilizzate per le pavimentazioni è 2 cm, con tale spessore da è possibile ricavare piastrelle di diversi formati di medie-grandi dimensioni, dal 30 x 30 al 60 x 120.

Oggi in commercio esiste anche una particolare varietà di pietra serena con elevate caratteristiche meccaniche, la pietra serena extradura, che permette di realizzare lastre di grandi formati, come 60 x 60 o 80 x 80, anche in spessori ridotti di 1.5 cm.

Pavimento in pietra arenaria

Come avviene per tutte le altre pietre naturali anche per l’arenaria, è possibile realizzare la finitura superficiale in diverse maniere a seconda dell’utilizzo che se ne vuole fare e dell’effetto estetico che si vuole ottenere; dalla levigatura (solitamente opaca e maggiormente impiegata negli ambienti interni), che essendo estremamente versatile si sposa perfettamente con tutti gli stili di arredo dal classico, all’antico, dal moderno al minimalista, fino alle tipiche finiture antiscivolo quali quella anticata, sabbiata, martellinata, fiammata e a righe, che maggiormente si addicono agli ambienti esterni e pubblici.

Negli ambienti domestici la pietra arenaria trova dunque impiego in particolar modo per la realizzazione di camminamenti, vialetti o porticati esterni, per i quali è possibile sceglie tra una posa tradizionale a piastrelle ed una più rustica a lastre irregolari tipica dell’opus incertum, ma è indicata anche per scale ed ingressi ed viene utilizzata persino per i pavimenti di soggiorni e cucine o in ambienti unici, quali possono essere i monolocali.

Immagini in alto tratte da: www.bettiniduilio.com

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