Finitura fiammata

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Finitura superficiale fiammata del pavimento

Finitura superficiale fiammata del pavimento

La fiammatura è un tipo di finitura, molto simile a quella spazzolata, utilizzata essenzialmente per trattare le superfici delle pietre naturali, il suo nome deriva dal fatto che viene eseguita facendo passare il materiale lapideo sotto una sequenza di fiamme ossidriche, le quali provocando uno schock termico, letteralmente “bruciano” il primo strato della lastra di pietra che si stacca conferendole un particolare aspetto ruvido con il reticolo cristallino in evidenza.

Spesso alla fiammatura può seguire una spazzolatura al fine di limitare le asperità createsi sulla superficie del materiale durante il primo processo, si parla in questi casi di finitura fiammata e spazzolata.

La fiammatura viene utilizzata soprattutto per le pavimentazioni e i rivestimenti, sia interni che esterni, con lastre a partire da uno spessore minimo di 1,1 cm circa, ma può essere impiegata anche per elementi architettonici d’arredo quali possono essere ad esempio i banconi dei bar o dei negozi, i caminetti e soprattutto in ambito domestico i piani cottura delle cucine.

È particolarmente indicata negli ambienti pubblici e soprattutto per gli esterni poiché rende le superfici ruvide e dunque assolutamente antiscivolo e può essere eseguita su tutti i tipi di pietra naturale, dal marmo al granito, dall’ardesia, al porfido, al basalto.

La fiammatura è un tipo di trattamento superficiale comunemente impiegato, in realtà viene utilizzato più per alcune pietre piuttosto che per altre, ad esempio il marmo è più facile che venga levigato e lucidato piuttosto che fiammato, mentre la pietra piasentina trova nella fiammatura la sua maggiore espressione estetica.

La fiammatura, insieme all’anticatura, è il tipo di finitura solitamente impiegato quando si voglia ottenere il classico effetto pietra naturale; è bene sapere però che, soprattutto per gli ambienti interni, tra le due tipologie di finitura appena menzionate è consigliabile optare per la seconda, poiché a parità di resa estetica consente una minor manutenibilità a fronte di una maggiore facilità di pulizia, inoltre economicamente parlando la finitura fiammata è senza dubbio più costosa rispetto ad altre quali quelle spazzolate o levigate.

I pavimenti fiammati sono caratterizzati da un aspetto ruvido (e dunque antiscivolo) ma omogeneo e sono altamente apprezzati poiché conservano il sapore rustico della pietra con in più un tocco di indiscussa bellezza.

La fiammatura non solo permette di ottenere un prodotto di alta qualità estetica, ma anche di ridurre al minimo lo spessore delle lastre, risultando adatto non solo per le pavimentazioni ma anche come rivestimento.

Parlando di ambienti interni, bisogna considerare che la pietra fiammata si accosta benissimo anche ad altri materiali quali ad esempio il legno, permettendo cambiamenti di pavimentazione tra due locali attigui o tra due zone di uno stesso ambiente quali potrebbero essere l’angolo cottura pavimentato in pietra all’interno di un più ampio living rivestito ad esempio in parquet.

Inoltre si addice a tutti gli stili d’arredamento da quelli essenziali e moderni a quelli più tradizionali.

È possibile poi sentir parlare di parquet fiammato ovviamente, sebbene l’aggettivo sia il medesimo, l’espressione non ha nulla a che vedere con la fiammatura delle pietre (anche perché il legno sottoposto ad una fiamma brucerebbe!), ma riguarda l’aspetto qualitativo ed estetico del materiale riferendosi al disegno che le venature caratteristiche del legno possono produrre sulla superficie dei singoli listelli, molto somigliante a delle fiamme.

Immagini tratte da: www.zenithc.com, www.ardesia-garbarinoecuneo.com e www.friulanamarmi.it

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